CALL FOR PAPERS – Storie di vita e di musica

Data:15 Giugno 2026

Dettagli dell'evento

Convegno / Conference
Storie di vita e di musica / Stories of Life and Music
Fondazione Ugo e Olga Levi, Venice, October 23-24, 2026

CALL FOR PAPERS  (English version)

 

Il gruppo di ricerca “Studi Musicali Moderni” della Fondazione Ugo e Olga Levi organizza a Venezia, per i giorni 23 e 24 ottobre 2026, un Convegno intitolato Storie di vita e di musica. Il convegno intende stimolare lo studio e l’analisi di narrazioni autobiografiche (edite ed inedite) di persone che hanno operato entro il campo della musica nelle direzioni più varie: composizione e interpretazione, danza, musicologia, pubblicistica, costruzione e accordatura di strumenti, organizzazione di eventi, etc.
Il Comitato scientifico invita a presentare proposte di interventi su qualsiasi argomento inerente tale tematica – e, nella prospettiva del Convegno, si intendono scritture autobiografiche non soltanto le vere e proprie memorie, ma anche interviste, carteggi, dediche, e ogni sorta di documento, di qualsiasi epoca storica e di qualsiasi cultura, che risulti significativo per il campo di ricerca indicato.
In particolare – ma non in via esclusiva – il comitato scientifico incoraggia ad approfondire la scrittura autobiografica delle donne musiciste. Se, infatti, negli ultimi trent’anni si è andata costituendo una solida linea di ricerca sulle autobiografie delle donne (Smith-Watson 1998; Dibattista 2014), resta però da approfondire se esistano, in questo dominio, problematiche specifiche legate al fatto di essere musiciste.

Si consideri, per tutte, la questione dell’identità pubblica. A fronte delle scrittrici che sono riuscite a conquistare attenzione e visibilità nello spazio pubblico della parola oltre la loro produzione autobiografica (da Georges Sand a Virginia Woolf, da Gertrude Stein a Simone de Beauvoir), per tante altre donne rimaste nell’ombra l’autobiografia è stata un mezzo per scrivere «la propria storia nella Storia, tramite una trasgressione sottile delle frontiere tra la sfera privata, alla quale avrebbero dovuto appartenere, e il dominio pubblico o evenemenziale, riserva degli uomini» (Castro-Paoli 2001, pp. 11-16). Attraverso questo tipo di scrittura, le donne hanno potuto «toccare il cuore delle proprie radici identitarie, superando le storiche barriere tra pubblico e privato» (Ulivieri-Biemmi 2011, p. 9). E ciò spiega alcune costanti come «l’indeterminazione del racconto, il pudore della confidenza e un principio di circolazione narrativa» (Castro-Paoli 2001, ibid.); oltre che «un’attenzione più particolare verso certi soggetti come il corpo e tutto ciò che gli è legato, come la sessualità, la maternità o la violenza» (Olivier 2007, p. 9).
Un tale quadro si attaglia certamente, almeno fino alla metà del secolo scorso, anche alla produzione autobiografica delle donne che suonavano strumenti e scrivevano musica, in larga prevalenza confinate nella dimensione privata – o pregiudizialmente osteggiate, come nel campo della composizione.
Se però guardiamo alle memorie di protagoniste del teatro musicale – elevato e popolare – troviamo tratti per certi versi opposti. Queste artiste hanno piuttosto vissuto (e vivono ancora) una potente visibilità pubblica e una pressante esposizione mediatica (articoli e recensioni, caricature e foto, registrazioni e filmati – oggi i social), che portano ad una dispersione del sé in un caleidoscopio di letture altrui, prevalentemente maschili (il male gaze di Laura Mulvey). A questa grande pressione emozionale esse hanno reagito raccontando la “vera” se stessa. Oltre che fra le primedonne dell’Opera, tale fenomeno è stato particolarmente vistoso fra le artiste del café-concert e del music-hall, nel cui mestiere giocavano un ruolo centrale l’esposizione del corpo e l’insicurezza derivante dall’altalenarsi di successi e insuccessi. Si è così potuto assistere al paradosso di un’autobiografia scritta nel 1865 a ventott’anni da Thérésa, diva del café-concert, per cercare «la consolazione di vedere il mio nome sopravvivere al mio successo, in modo che, il giorno in cui avrò perduto la mia voce, mi restino almeno le mie Memorie» (Privitera 2015, p. 14). La floridissima produzione autobiografica di famose cantanti contemporanee soggette ad una straordinaria esposizione mediatica (da Joan Baez a Joni Mitchell, da Rita Pavone a Iva Zanicchi, da Juliette Gréco a Britney Spears), conferma questa necessità di raccontare la “verità” su se stesse.

 

Riferimenti bibliografici:

  • Smith, Sidonie – Watson, Julia, Women, Autobiography, Theory. A Reader, Madison, The University of Wisconsin Press, 1998;
  • Castro, Ginette – Paoli, Marie-Lise (a cura di), Écritures de femmes et autobiographie, Pessac, Maison des sciences de l’homme d’Aquitaine, 2001;
  • Olivier, Annie, Écritures autobiographiques au féminin. Textes et prétextes, Roma, Aracne, 2007;
  • Ulivieri Simonetta – Biemmi Irene (a cura di), Storie di donne. Autobiografie al femminile e narrazione identitaria, Milano, Guerini e associati, 2011;
  • Dibattista, Maria, Women’s Autobiography, in The Cambridge Companion to Autobiography, edited by Maria Dibattista and Emily O. Wittman, Cambridge, Cambridge University Press, 2014;
  • Privitera, Massimo, Canzone e dinamiche socioidentitarie nelle memorie degli artisti di café-concert, « Lingue Letterature Culture», V/2, 2015, pp. 13-27.

 

 

HOW TO APPLY

La proposta, da inviare all’indirizzo email cfp@fondazionelevi.it, entro il 15 giugno 2026, e dovrà contenere:

–  il titolo della relazione;
–  un abstract della lunghezza massima di 300 parole;
–  una breve biografia accademica (max. 100 parole);
–  l’elenco delle attrezzature tecniche richieste per la presentazione.

L’accettazione delle proposte sarà comunicata entro il 15 luglio 2026.

Le presentazioni dei paper dovranno avere una durata 30 minuti, 20 minuti di intervento e 10 minuti di dibattito. Le relazioni potranno essere presentate in italiano e in inglese.

Il Comitato scientifico ribadisce comunque che ogni altra proposta inerente alla memoria autobiografica di persone legate al mondo della musica sarà presa in considerazione con il massimo interesse.

 

Comitato scientifico:
Angela Annese
Dinko Fabris
Massimo Privitera
Paolo Russo
Carlida Steffan
Francesco Zimei