La drammaturgia musicale a Venezia (1678-1792)

Coordinatore scientifico: Giada Viviani (Università di Genova)
 
Componenti del gruppo di ricerca :
Diana Blichmann (Roma)
Melania Bucciarelli (Norwegian University of Science and Technology)
Andrea Chegai (Università La Sapienza, Roma)
Paolo De Matteis (Università di Udine)
Andrea Fabiano (Université Paris-Sorbonne)
Raffaele Mellace (Università di Genova)
Giovanni Polin (Conservatorio “Carlo Gesualdo da Venosa” di Potenza)
Lucio Tufano (Università di Palermo)
Piermario Vescovo (Università Ca’ Foscari, Venezia)
 
Oggetto della ricerca sono le diverse declinazioni della drammaturgia musicale a Venezia nell’ultimo secolo di vita della Repubblica. Quali simbolici estremi cronologici sono state individuate le date di inaugurazione del teatro S. Giovanni Grisostomo (1678) e della Fenice (1792), istituzioni che nei rispettivi periodi di attività rivestirono un ruolo primario nell’introduzione e nella promozione di nuove tendenze. L’ambito cronologico della ricerca coincide con una fase critica nella storia della Serenissima, segnata, da un lato, dalla guerra di Morea (1684-99), ultima campagna vittoriosa della Repubblica che ebbe paradossalmente l’effetto di minarne irrimediabilmente il tessuto socio-economico, dall’altro dal tramonto della Serenissima a seguito del trattato di Campoformio (1797).
 
Questi eventi si collocano in concomitanza con importanti cambiamenti nella drammaturgia e nella morfologia dell’opera in musica: tra gli anni ’70 e ’80 del Seicento, infatti, all’uscita di repertorio degli autori della generazione di Cavalli si accompagnano quei mutamenti nella struttura e negli equilibri interni di libretti e partiture (semplificazione dell’intreccio, aumento del numero delle arie, polarizzazione sempre più netta tra recitativo e numero chiuso) che preludono alle riforme del primo Settecento. Con l’occupazione francese e il crollo della Serenissima si registra invece un repentino incremento del tasso di sperimentazione nei lavori scritti per le scene veneziane, una sperimentazione che, pur rappresentando l’esito di mutazioni maturate nei decenni precedenti, funge da cardine tra la stagione del dramma per musica settecentesco e quella di lì a venire dell’opera rossiniana e del melodramma ottocentesco.
 
Le tematiche di ricerca sono molteplici: morfologia di libretti e partiture e reciproca interazione; responsabilità drammaturgiche di librettista e compositore, autonome o concordate; influsso degli interpreti sulle scelte drammatico-musicali; fonti letterarie dei libretti e rapporti con ulteriori declinazioni sceniche; persistenza e circolazione di modelli; confronto con coeve tendenze letterarie e teatrali; impatto di esigenze tecniche o produttive sulle scelte drammaturgiche; specificità e analogie del panorama veneziano rispetto alle principali piazze teatrali dell’epoca.
Oltre al dramma per musica, su cui si focalizza la ricerca, l’attenzione è rivolta anche alle ulteriori forme di drammaturgia musicale praticate a Venezia (dramma giocoso, intermezzi, ballo pantomimico, commedia con inserti musicali, serenata, oratorio…), con le quali il dramma per musica interagiva o di cui condivideva il pubblico.
 
Si svolgeranno incontri regolari tra i componenti del gruppo ed un convegno alla Fondazione Levi nel 2022 per esporre i risultati della ricerca.