La critica musicale e la musica per film, 2023-2025

Il generale processo di rivalutazione della musica per film degli ultimi decenni impone una seria e attenta riflessione sulla critica che sin dalle origini l’ha accompagnata. La circostanza che le sue fonti non siano ancora state sistematicamente individuate priva infatti gli studi del settore di informazioni fondamentali. Fin dalla sua nascita la linea di ricerca del gruppo si è dunque indirizzata al sistematico censimento, catalogazione e analisi degli articoli dedicati alla musica per film, sia in periodici specializzati sia in quelli di più ampia diffusione. A tale scopo è stato realizzato una banca dati che raccoglie i testimoni censiti, al fine di consentire a studiosi, musicologi e studenti una consultazione più agevole e lo studio comparato delle fonti catalogate. Negli ultimi due anni, il gruppo ha esteso le sue ricerche sulla presenza di brani prelevati dai repertori dei grandi compositori di matrice “classica” nel cinema sonoro. Si tratta di un percorso di studi che suscita un interesse crescente nella comunità scientifica, non solo perché il film consente esperienze sonore ad un pubblico difficilmente avvezzo a questo tipo di ascolti musicali, ma anche perché, in questo ambito, appare ormai superata la sistematica declassazione estetica della compilazione musicale a favore della composizione originale; E non è solo per fornire ulteriori chiavi interpretative alle poetiche dei grandi registi, ma anche per offrire riscontri concreti alle molteplici possibilità di risemantizzare uno stesso brano “classico” in opere cinematografiche diverse per genere e significato.
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Vivaldi in film. La forza espressiva delle linee melodiche, i coloriti impasti timbrici, il brillante virtuosismo, il gioco continuo di contrasti, la sempre incalzante vitalità ritmica degli allegri e la meravigliosa contabilità degli adagi sono tra gli elementi che hanno contribuito a determinare la popolarità di Antonio Vivaldi. Un successo che ha un suo riflesso anche nel cinema. La presenza di uno o più suoi brani nelle colonne sonore di tanti film lo fa essere uno dei nomi più ripetuti tra i compositori del passato. E non si tratta soltanto di spezzoni o di interi movimenti prelevati dai quattro concerti delle Stagioni, ma esistono altre ricorrenze cinematografiche legate al vasto catalogo vivaldiano. Si tratta di un fenomeno che, a partire dagli anni Cinquanta, ha coinvolto prima il cinema francese e poi via via si è andato diffondendo non solo in Europa e negli Stati Uniti, ma anche in altre cinematografie asiatiche di rilievo; con una presenza trasversale tra i generi cinematografici, incluso documentari, animazioni, fiction televisive, e le pellicole di grandi autori come Renoir, Pasolini, Truffaut, Godard, Kurosawa, Von Trier, ecc. Un interesse globale che ha davvero pochi riscontri sul fronte degli studi sulla musica per film.
Venezia sul grande schermo. Suoni e immagini di una città multiforme è il progetto del 2024 che prende le mosse dalla giornata di studi L’ascolto cinematografico del Canal Grande, tenutasi alla Fondazione Ugo e Olga Levi il 15 settembre 2021 (coordinatori: Ferrara e Calabretto), e intende documentare i principali approcci con i quali il mondo cinematografico italiano e internazionale ha portato Venezia sul grande schermo a partire dagli anni Quaranta, focalizzando l’attenzione sul rapporto musica/immagine. I singoli contributi del volume saranno incentrati su film e documentari il cui commento musicale è stato composto appositamente da prominenti figure italiane note a livello internazionale (Malipiero, Rota), spesso a seguito di una stretta collaborazione tra il musicista, il regista e l’autore del commento verbale (come avvenne tra Vlad, Cocteau e Emmer in uno dei documentari veneziani del regista milanese). Da tale sodalizio è derivata la scelta di inserire in specifici film anche celebri canzoni del repertorio leggero o noti brani classico-romantici, che concorrono a potenziare la resa visiva dei molteplici volti di Venezia, città scenografica per antonomasia, anche capovolgendo le immagini stereotipate della città.
Coordinatore scientifico: Angela Carone (Università Cattolica del Sacro Cuore (BS))
Ricercatori: Fabrizio Borin (Università Ca’ Foscari), Roberto Calabretto (Università di Udine), Alessandro Cecchi (Università di Pisa), Maurizio Corbella (Università Statale di Milano), Marco Cosci (Università di Cagliari), Marco Dalla Gassa (Università Ca’ Foscari), Umberto Fasolato (Fondazione Ugo e Olga Levi), Antonio Ferrara (Fondazione Ugo e Olga Levi), Matteo Giuggioli (Università di Roma Tre), Armando Ianniello, Conservatorio di Musica “G. Rossini”, Pesaro, Marida Rizzuti (Università di Torino), Angelina Zhivova,(Università di Udine)
Antonio Ferrara, Fondazione Ugo e Olga Levi
Beatrice Birardi, Conservatorio di Matera
Angela Carone, Università Cattolica del Sacro Cuore (BS)
Roberto Calabretto, Università di Udine
Umberto Fasolato, Fondazione Ugo e Olga Levi
Armando Ianniello, Conservatorio di Musica “G. Rossini”, Pesaro
Francesco Verona, Fondazione Ugo e Olga Levi
Angelina Zhivova, Università di Udine
Fondazione Ugo e Olga Levi
Università Ca’ Foscari (Venezia)
