Canto gregoriano, cecilianesimo e musica sacra postconciliare

Canto

Dettagli della ricerca

Tra le finalità principali vi è quella di tracciare sentieri per la ricerca tra loro interagenti, nell’ambito della musica sacra occidentale dall’antichità a oggi. Le pianificazioni ed il coinvolgimento di giovani studiosi si muovono tra specialismi paleografico-ecdotici, nel circuito di teoria, prassi ed estetica, lungo le fitte interdisciplinarità storico-culturali e pedagogico-comunicative. Anzitutto, il Canto gregoriano quale ‘nostra’ carta d’identità, in cui l’ascetico mistero di suono/gesto/segno seppe attraversare ogni contemporaneità fino a noi, di cui non vorremmo perdere per strada gli insegnamenti da Albarosa a Cattin, e ogni valenza riformativa, anche nel novero di editiones typicae et variae a confronto con interpretazioni e funzioni. A tal riguardo, un ‘luogo critico’ fecondo come pochi altri fu il Cecilianesimo, che rappresentò anche per gli altri aspetti della musica sacra un movimento europeo di riforma emblematico, in cui crebbero alcune sensibilità anticipatrici del Concilio Vaticano II, altra preziosissima tessera delle ricerche di questo Gruppo Levi. Su quest’ultimo fronte, è rilevante la collaborazione con la bolognese Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII diretta da Alberto Melloni, al fine di «creare un tavolo di lavoro sullo status musicae nelle tensioni successive al Vaticano II che lungo gli anni si sono palesate sulla condizione interreligiosa attuale»

 

Identità e itinerari della “nota romana” (secc. XI-XIII)

È un percorso di ricerca e di approfondimenti dedicato a don Giulio Cattin. Verte sulle complesse tematiche che riguardano la “nota romana”. Tale tipologia notatoria fa parte delle grafie neumatiche di transizione alla quadrata. È la più rilevante e influente tra esse. Riguardo all’angolo visuale paleografico, le dissomiglianze tra le manifestazioni di tale famiglia notatoria, «rientrano nelle dinamiche neumatiche dell’Italia centro-meridionale, che feconda i moduli della “nota romana”. La multiforme fisionomia di tali divergenze è stata a più riprese e debitamente glossata da Cesarino Ruini, coordinatore insieme a me di questo Progetto per la Levi» (M. Casadei Turroni Monti). In merito al punto di vista storico-culturale, la rilevanza della “nota romana” la rende legata in modo caratterizzante alla riforma di Gregorio VII.

Coordinatore scientifico

  • Mauro Casadei Turroni Monti
  • Cesarino Ruini

Ricercatori

  • Juan Carlos Asensio (Escola Superior de Música de Catalunya, ESMUC)
  • Giacomo Baroffio
  • Milena Basili (Università di Bologna)
  • Ann Buckley (Trinity College, Dublin 2, Ireland)
  • Ilaria Fusani (LM in Paleografia musicale, unibo)
  • Cecilia Luzzi – cfr. infra Centro Studi Guidoniani
  • Maria Chiara Marzolla
  • Guido Milanese (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)
  • Giulio Minniti (Colégio Almada Negreiros, Lisbona)
  • Stefania Roncroffi (Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia)
  • Cesarino Ruini (Università di Bologna)
  • Angelo Rusconi (Civico Istituto Musicale “G. Zelioli” di Lecco)
  • Don Ramón Saiz-Pardo Hurtado (EMB Project)
  • Giovanni Varelli (Villa I Tatti, Firenze)

Partner e finanziatori

  • Fondazione Ugo e Olga Levi
  • Centro Studi Guidoniani, presso Fondazione Guido
  • EMB Project (Evangelization, Music and Beauty Project), presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma

Il canto liturgico postconciliare nel dialogo inter-cristiano, con riferimento alla liturgia Camaldolese 

Dai decenni successivi al Concilio Vaticano II fino ai nostri giorni la tradizione musicale nella liturgia ha incontrato progressive modifiche e rinnovamenti. A tal riguardo, si è dimostrato determinante come il dialogo tra le confessioni religiose possa avvenire attraverso la musica. Ciò sta conducendo a metamorfosi importanti di repertorio e pratica dei canti, dove la presenza del latino e del canto gregoriano non va sempre associata alle tendenze conservatrici, ma può diventare la base per ‘aggiornamenti’ trasversali, interconfessionali. Un esempio emblematico di questa modernità si può trarre dalla liturgia odierna presso i monaci benedettini della Congregazione camaldolese, divisa tra vita cenobitica ed eremitica. La quotidianità spirituale ecumenica di questa rilevante comunità benedettina, nutrita di iniziative internazionali interreligiose, sta lasciando un segno profondo nell’estetica e nell’interpretazione musicale, aperta a inflessioni orientali.

Coordinatore scientifico proposto

  • Mauro Casadei Turroni Monti
  • Alberto Melloni

Ricercatori

  • Andrea Bombi (Universita de València)
  • Roberto Calabretto (Università di Udine)
  • Cecilia Delama – Università di Trento, Via T. Gar 14, 38122 Trento
  • Giovanni Cunego  (Università di Pavia)
  • Salvatore De Salvo Fattor (Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda – ibimus)
  • don Roberto Fornaciari (Eremo di Camaldoli (Arezzo)
  • Esteban Hernández-Castelló ( Universität Hamburg, Institut für Historische Musikwissenschaft)
  • Alberto Melloni  (fscire)
  • Stefania Roncroffi (Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti)
  • Cesarino Ruini (Università di Bologna)
  • Don Ramón saiz-pardo hurtado (Emb Project presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma)
  • Robert Tyrała (Pontificia Università Giovanni Paolo II di Cracovia)

Partner e finanziatori

  • Fondazione Ugo e Olga Levi
  • Centro Studi Guidoniani, della Fondazione Guido d’Arezzo
  • FSCIRE (Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII)
  • Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti
  • Dipartimento di Educazione e scienze umane, Università di Modena e Reggio Emilia

Il territorio goriziano e la riforma musicale sacra tra Otto e Novecento

Il nostro Gruppo di ricerca intende riprendere e continuare le attività realizzate in “Musifon”, progetto di ricerca in collaborazione tra Università e Conservatorio di Udine, presente anche la Regione Friuli-Venezia Giulia, che operò principalmente negli anni 2010-2013 sotto la direzione di R. Calabretto. Nel segno di tale collaborazione (che fin da allora coinvolse la Fondazione Levi), il nostro progetto intende favorire la riapertura di “Musifon”, affiancandovi il contributo di altre istituzioni (cfr. qui punto 5), per affrontare un’articolata indagine sulla riforma della musica sacra nel territorio goriziano e negli avamposti di confine austro-sloveni. Questo programma si inserirà nelle celebrazioni di Gorizia / Nova Gorica capitale europea della cultura nel 2025

Coordinatore scientifico

  • Roberto Calabretto
  • Mauro Casadei Turroni Monti

Ricercatori     

  • Alberto Melloni (fscire)
  • Ivan Portelli (issrgo)
  • Cesarino Ruini (Università di Bologna)
  • Don Ramón Saiz-Pardo Hurtado – Pontificia Università della Santa Croce di Roma
  • Conservatorio “J. Tomadini” di Udine
  • usci fvg

Partner e finanziatori

  • Fondazione Ugo e Olga Levi
  • Centro Studi Guidoniani – della Fondazione Guido d’Arezzo
  • fscire – Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII
  • dams – Dipartimento di Scienze umane, Università di Udine
  • Dipartimento di Educazione e scienze umane, Università di Modena e Reggio
  • Conservatorio di musica “J. Tomadini” di Udine
  • Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia (issrgo
  • usci fvg – Unione Società Corali del Friuli Venezia Giulia

Coordinatori scientifici

  • Mauro Casadei Turroni Monti

  • Cesarino Ruini