Canto gregoriano, cecilianesimo e musica sacra postconciliare
Tra le finalità principali vi è quella di tracciare sentieri per la ricerca tra loro interagenti, nell’ambito della musica sacra occidentale dall’antichità a oggi.

Tra le finalità principali vi è quella di tracciare sentieri per la ricerca tra loro interagenti, nell’ambito della musica sacra occidentale dall’antichità a oggi. Le pianificazioni ed il coinvolgimento di giovani studiosi si muovono tra specialismi paleografico-ecdotici, nel circuito di teoria, prassi ed estetica, lungo le fitte interdisciplinarità storico-culturali e pedagogico-comunicative. Anzitutto, il Canto gregoriano quale ‘nostra’ carta d’identità, in cui l’ascetico mistero di suono/gesto/segno seppe attraversare ogni contemporaneità fino a noi, di cui non vorremmo perdere per strada gli insegnamenti da Albarosa a Cattin, e ogni valenza riformativa, anche nel novero di editiones typicae et variae a confronto con interpretazioni e funzioni. A tal riguardo, un ‘luogo critico’ fecondo come pochi altri fu il Cecilianesimo, che rappresentò anche per gli altri aspetti della musica sacra un movimento europeo di riforma emblematico, in cui crebbero alcune sensibilità anticipatrici del Concilio Vaticano II, altra preziosissima tessera delle ricerche di questo Gruppo Levi. Su quest’ultimo fronte, è rilevante la collaborazione con la bolognese Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII diretta da Alberto Melloni, al fine di «creare un tavolo di lavoro sullo status musicae nelle tensioni successive al Vaticano II che lungo gli anni si sono palesate sulla condizione interreligiosa attuale»
Il Fondo bibliotecario e archivistico di Nino Albarosa presso la Fondazione Levi, avamposto del canto gregoriano nella ricerca attuale
Questo percorso di ricerca intende anzitutto curare l’ordinamento/catalogazione della biblioteca e delle carte d’archivio musicali di Nino Albarosa – donate alla Levi dai familiari del famoso gregorianista, su mia indicazione e intermediazione –, affiancandovi l’inaugurazione di uno spazio annuale di ricerca/confronto internazionale tra prassi e repertorio, principalmente d’ambito paleografico-semiologico, storico e liturgico-estetico. A tal riguardo, un primo passo sarà costituito da una Tesi di laurea magistrale su Albarosa di Carlos do Nascimento, mio laureando di Paleografia musicale presso il Dipartimento delle Arti, Università di Bologna (laurea prevista entro l’a.a. 2025-26); gli argomenti saranno funzionali ad un quadro critico-esegetico su Albarosa prossimo alle strategie e contenuti di ricerca del presente Progetto Levi, con una parte dedicata specificamente alla sezione neumatica del Fondo Albarosa.
Coordinatore scientifico
- Mauro Casadei Turroni Monti
- Cesarino Ruini
Ricercatori
- Juan Carlos Asensio (Escola Superior de Música de Catalunya, ESMUC)
- Giacomo Baroffio
- Milena Basili (Università di Bologna)
- Ann Buckley (Trinity College, Dublin 2, Ireland)
- Ilaria Fusani (LM in Paleografia musicale, unibo)
- Cecilia Luzzi – cfr. infra Centro Studi Guidoniani
- Stefania Roncroffi (Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia)
- Angelo Rusconi (Civico Istituto Musicale “G. Zelioli” di Lecco)
- Don Ramón Saiz-Pardo Hurtado (EMB Project)
- Giovanni Varelli (Villa I Tatti, Firenze)
Partner e finanziatori
- Centro Studi Guidoniani, presso Fondazione Guido
- EMB Project (Evangelization, Music and Beauty Project), presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma
_________
L’influenza di san Colombano e dei santi irlandesi sull’evangelizzazione e sul canto liturgico in Italia
Dai decenni successivi al Concilio Vaticano II fino ai nostri giorni la tradizione musicale nella liturgia ha incontrato progressive modifiche e rinnovamenti. A tal riguardo, si è dimostrato determinante come il dialogo tra le confessioni religiose possa avvenire attraverso la musica. Ciò sta conducendo a metamorfosi importanti di repertorio e pratica dei canti, dove la presenza del latino e del canto gregoriano non va sempre associata alle tendenze conservatrici, ma può diventare la base per ‘aggiornamenti’ trasversali, interconfessionali. Un esempio emblematico di questa modernità si può trarre dalla liturgia odierna presso i monaci benedettini della Congregazione camaldolese, divisa tra vita cenobitica ed eremitica. La quotidianità spirituale ecumenica di questa rilevante comunità benedettina, nutrita di iniziative internazionali interreligiose, sta lasciando un segno profondo nell’estetica e nell’interpretazione musicale, aperta a inflessioni orientali.
Coordinatore scientifico
- Cesarino Ruini
- Mauro Casadei Turroni Monti
- Maria Chiara Marzolla
Ricercatori
- Milena Basili (Università di Bologna)
- Anna Buckley (Trinity College)
- Ilaria Fusani (Università di Bologna)
- Cecilia Luzzi (Centro Studi Guidoniani)
- Alberto Melloni (FSCIRE)
- Stefania Roncroffi (Conservatorio di Reggio Emilia)
- Angelo Rusconi ( )
- Don Ramón Saiz-Pardo Hurtado
- Giovanni Varelli (Università di Cremona)
Partner e finanziatori
- Centro Studi Guidoniani – della Fondazione Guido d’Arezzo
- fscire – Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII
- EMB (Evangelization, Music and Beauty Project), presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma
- Trinity College
Mauro Casadei Turroni Monti