Ella Adaïewsky: scritti sulla musica (1888-1925)
Venezia - Conservatorio “Benedetto Marcello”
Fondazione Ugo e Olga Levi

Presentazione e concerto
Paola Barzan
Paesaggi sonori nella Venezia di Ella Ella von Schultz Adaïewsky
Ilario Meandri
Un voyage à Résia. Ella Adaïewsky e il manoscritto ritrovato
concerto
Victoire Bunel, soprano
Andrea Rucli, pianoforte
Presentazione di Umberto Berti
programma
Ella von Schultz Adaïewsky (1846-1926)
Tre Rondel (testi di Charles Duc d’Orleans)
Dieu! Qu’il la fait bon regarder
Au printemps
Rondel Allez-vous en, allez, allez
Alma Mahler (1879-1945)
Stille Stadt (poesia di Richard Dehmel)
Bei dir ist es traut (poesia di Rainer Maria Rilke)
Ich wandle unter Blumen (poesia di Heinrich Heine)
(da Fünf Lieder)
Claude Debussy (1862-1918)
Trois Chansons de Bilitis (testi di Pierre Louys)
La Flûte de Pan
La Chevelure
Le Tombeau des Naiades
Ella von Schultz Adaïewsky
I Inschrift
II Erster Schnee
III Rasche Fahrt
IV Die Wüste
V Das Lied der Frauen
VI Friede auf dem Athosberg
VII Weihnachtsgesang
VIII Oktober
IX Worte
X Von Hörensagen
XI Die Tanne
XII Voraussetzung
da XXIV Preludi per canto e pianoforte, libro I (testi di Benno Geiger)
Ella Adaïewsky (San Pietroburgo, 22 febbraio 1846 – Bonn, 29 luglio 1926), donna straordinaria, raffinata pianista e compositrice, musicologa e pioniera della moderna etnomusicologia, è stata a lungo dimenticata, se non volutamente ignorata. Frammentarie notizie, pubblicazioni di difficile accesso, sul cui oblio ha fortemente pesato il pregiudizio maschilista verso la qualità della ricerca al femminile, hanno ridotto per decenni la conoscenza di Ella Adaïewsky a quella che poi si è rivelata essere solo la punta di un incredibile iceberg. La riscoperta in Italia è iniziata nei primi anni di questo secolo dall’esecuzione delle sue musiche ad opera di Andrea Rucli, materiali preziosi che il compositore e studioso udinese Piero Pezzé aveva raccolto alla fine degli anni Settanta. La ricerca si è progressivamente allargata alla ricostruzione della sua multiforme attività di scrittrice e studiosa. Cruciale è stato il rinvenimento nel 2009 di Un vojage a Résia, un diario/trattato derivato della ricerca sulla musica e la danza resiane compiuta nel 1883, un lavoro di stupefacente ampiezza e profondità, che ha di fatto mutato certezze storiche consolidate, anticipando di decenni concetti fondamentali e metodi della moderna etnomusicologia, che vede ora nel suo viaggio nella sperduta valle friulana il suo nuovo momento fondativo. Liszt fu un suo sostenitore, battendosi per la rappresentazione di una sua opera lirica a Budapest, una prima che tuttavia non si realizzò mai, né nella capitale ungherese né a Vienna o a Pietroburgo, boicottata a vari livelli. Tra gli incontri più spiacevoli invece, sempre nella cerchia lisztiana, quello con Hans von Bülow, che non la prese neppure in considerazione come musicista in quanto donna, confessandole apertamente tutta la sua misoginia. L’appassionata ed appassionante opera di ricostruzione e rivalutazione portata avanti attraverso convegni, concerti, pubblicazioni dall’Associazione Sergio Gaggia, sostenuta dalla Regione e da enti locali del Friuli Venezia Giulia, ha progressivamente coinvolto storici, linguisti, musicologi, etnomusicologi, editando gli atti di tre convegni e pubblicando tre volumi per la Libreria Musicale Italiana (LIM) e due CD. Essa oggi ci restituisce la stupefacente personalità di un’instancabile viaggiatrice della musica, e la sua precorritrice e audace visione unitaria della musica di ogni luogo e tempo.
Ingresso libero fino esaurimento dei posti disponibili