SMR – Sound in Musical Recordings

 

Obiettivi del progetto

Definizione di metodi e strumenti per il recupero,

la riedizione e la valorizzazione della musica registrata:

a) di ingenti fondi di documenti sonori (conservazione di massa di documenti di grandi archivi) e b) di musica d’autore – fonte primaria per la storia della musica del Novecento – in considerazione del mondo della produzione, dell’editoria, della critica e della tradizione esecutiva.

 

Realizzazione di una Carta di Venezia per la preservazione, il restauro e l’edizione di musica registrata, internazionalmente condivisa.

 
 

Comitato operativo

Luca Cossettini, Laboratorio Mirage (http://mirage.uniud.it) dell’Università di Udine. Insegna Musica Elettronica (http://stm.uniud.it) e Restauro ed edizione di documenti sonori e musicali (http://cmti.uniud.it).

 

Angelo Orcalli, Laboratorio Mirage (http://mirage.uniud.it) dell’Università di Udine. Insegna Teorie e tecniche della musica contemporanea (http://stm.uniud.it) e Sistemi editoriali della musica (http://cmti.uniud.it).

 

Daniel Teruggi, INA GRM, Institut national de l’audiovisuel, Groupe de recherches musicales

 

Luisa Zanoncelli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Ugo e Olga Levi onlus per gli studi musicali, da sempre interessata a tematiche di preservazione e di valorizzazione del settore musicale del patrimonio culturale

 

 

Coordinamento scientifico
Luca Cossettini, Università degli studi di Udine
Angelo Orcalli, Università degli studi di Udine
Daniel Teruggi, INA GRM Parigi

 
 

Istituzioni di cui è previsto il coinvolgimento

Dovranno essere coinvolte, tra le altre, le seguenti importanti istituzioni:

Unesco

Europeana

Bibliothèque Nationale de France

Library of Congress

British Library

BBC

Biblioteca apostolica Vaticana

Ministero dei Beni Culturali

MIUR

Regione Veneto

Rai-Teche

Fiat

Associazione italiana biblioteche

Archivi musicali, case editrici, musicali, teatri.

Alcune di queste istituzioni hanno già informalmente comunicato il loro interesse.

 
 

Stato dell’arte

Nel 1991 l’Unesco ha promosso la realizzazione di una guida alla preservazione dei documenti audiovisivi (Boston 1991) per definire un codice di standard professionali – analogo alla Carta di Venezia per il settore della storia dell’arte – quale quadro di riferimento internazionale per disciplinare le modalità di interventi di preservazione, restauro e riedizione di registrazioni analogiche audio e video. Allora non si è entrati nel merito del valore intrinseco delle singole registrazioni, delle proprietà dei contenuti, e si è focalizzata l’attenzione sulla definizione di un livello di base per la preservazione, nell’urgenza di salvare un patrimonio sterminato di ore di registrazione e nella consapevolezza che le risorse investite da enti pubblici e privati a questo scopo sarebbero state limitate. Trascorsi venticinque anni dalla stesura della Guida possiamo affermare che l’emergenza è in parte superata. Oggi le procedure di trasferimento dell’audio dal dominio analogico a quello digitale possono ormai dirsi stabilmente definite. Molto rimane invece da fare sul versante delle tecniche e delle metodologie del riconoscimento e della valorizzazione della singola registrazione. A partire dagli anni cinquanta la produzione di opere audiovisive e musicali miste è stata ricca e significativa. Attualmente gli editori devono far fronte al problema dell’esecuzione e della messa in scena delle opere musicali su supporto audiovisivo presenti nei loro cataloghi. Cresciuto è inoltre l’interesse degli enti radiotelevisivi, dei teatri e dei festival a valorizzare i materiali audio dei loro archivi.

L’insieme di questi fattori ha portato la critica ad attribuire anche alle risorse audio il ruolo di fonte primaria. Tuttavia la tendenza privilegiare le problematiche tecnologiche della preservazione rischia di far passare in secondo piano le questioni estremamente delicate dell’interpretazione e più globalmente dell’intelligibilità dei dati. Lo studio della musica elettronica ha evidenziato come l’intero ventaglio dei documenti afferenti a un’opera abbia un valore in sé, indipendentemente dalla qualità audio delle registrazioni. Per questo, la messa in campo di procedure di trasferimento dati automatiche e selettive va evidentemente contrastata. Nel contempo è necessario valutare attentamente le difficoltà conseguenti alla preservazione di risorse audio nel dominio della comunicazione digitale: il ritmo dei nuovi media unisce fulmineamente ciò che è stato con l’ora. L’utente di documenti, in particolare di documenti audiovisivi, si serve di dati correnti senza preoccuparsi della loro provenienza e autenticità ed è interessato invece a trovare nuove relazioni tra ciò che è stato prodotto e ciò che è riproducibile nella manipolazione del mezzo. In forme nuove e complesse si ripropongono antiche problematiche della preservazione:

a) l’identità, l’integrità e l’autenticità del documento e dell’opera nel nuovo contesto tecnologico, b) il processo di costituzione e trasmissione delle testimonianze; c) le forme di accesso al suono. Questioni che riguardano, pur in modalità diverse, tanto i documenti di origine digitale, quanto quelli derivati da documenti analogici.

 
 

Articolazione e contenuti del progetto

  1. Prima fase. Delineazione del quadro teorico.

Formazione di un gruppo di lavoro internazionale e interdisciplinare con il compito di esaminare il progetto da diverse prospettive scientifiche e delinearne il quadro teorico. Punto di partenza della riflessione è il Testo base di discussione, predisposto dai coordinatori scientifici (16.1.2016).

 

Esito della prima fase. Produzione di un documento con il quadro teorico del progetto.

 

  1. Seconda fase. Verifica del quadro teorico nelle applicazioni pratiche.

Formazione di un gruppo di lavoro allargato, comprendente rappresentanti di competenze operative diverse (grandi archivi sonori, aziende produttrici di sistemi per l’elaborazione dell’audio, case editrici musicali, laboratori di ricerca, esperti di diritto d’autore), con il compito di:
 
– verificare, in contatto costante con il primo gruppo, la compiutezza del quadro teorico e la sua validità nelle applicazioni pratiche

– analizzare indirizzi metodologici, coerenti con il quadro teorico e derivanti dalle esperienze maturate dai coordinatori scientifici del progetto, sulla base di casi esemplificativi.

 

Esito della seconda fase. Produzione di un documento condiviso relativo al quadro teorico e alle prime proposte di linee operative.

 

Esito delle prime due fasi: definizione di un testo-base di partenza per la discussione internazionale.

 

  1. Terza fase. Coinvolgimento della comunità scientifica internazionale.

 
-I documenti via via prodotti saranno diffusi alla comunità scientifica internazionale in una pubblicazione online sul sito della Fondazione Levi, corredati dalla presentazione di casi di studio esemplificativi, con documenti audio allegati.

– In un convegno internazionale (organizzato a partire da call-for-papers) i testi prodotti saranno discussi, definiti e approvati.

– Pubblicazione della Carta di Venezia per la preservazione, il restauro e l’edizione della musica registrata.

– Pubblicazione degli atti.

 

 

Gruppo di lavoro teorico

 

Alessandro Arbo, département de Musique de l’Université de Strasbourg

 

Bruno Bachimont, Università de Technologie de Compiègne

 

Marc Battier, Univerity Paris-Sorbonne

 

Luca Cossettini, laboratorio Mirage, Università di Udine

 

Cécile Dazord, C2RMFCentre de recherche et de restauration des Musées de France

 

Angelo Orcalli, laboratorio Mirage, Università di Udine

 

Daniel Teruggi, INA GRM, Institut national de l’audiovisuel, Groupe de recherches musicales

 

Luisa Zanoncelli, Fondazione Ugo e Olga Levi

 

 

Il gruppo di lavoro si è riunito a Venezia nei giorni 16 e 17 novembre 2017.

Una seconda riunione è prevista nei giorni 25-26 giugno 2018.

 
 

Documenti prodotti
Luca Cossettini – Angelo Orcalli – Daniel Teruggi
Discussion Text
Text servant de base de discussion
(2016)